Il 28 aprile è stato pubblicato un approfondimento sulla possibile evoluzione delle zone di offerta del mercato elettrico europeo. Lo studio è frutto del lavoro dei TSO europei, su indicazione di ACER. Per simulare le nuove configurazioni è stata applicata la metodologia BZR (Bidding zone review), predisponendo 14 potenziali scenari continentali.
Il ruolo di Entso – e:
- ENTSO-E è l’associazione Europea che raggruppa i Gestori dei Sistemi di Trasmissione dell’Energia Elettrica (i TSO, tra cui l’italiana Terna);
- I membri sono responsabili della gestione sicura e coordinata del sistema elettrico europeo.
- Oltre al ruolo fondamentale nella cooperazione tecnica, ENTSO-E è la voce dei TSO, riunendo le competenze dei gestori a beneficio dei cittadini europei.
In questo contesto si collocano lavori come lo studio presentato di seguito:
Lo studio:
Ai TSO è stato chiesto di valutare 14 potenziali configurazioni di mercato alternative, sulla base di 22 criteri raggruppati in quattro categorie:
- sicurezza della rete;
- efficienza del mercato;
- stabilità e robustezza delle Bidding Zones;
- transizione energetica.
Le nuove configurazioni delle BZ sono state classificate utilizzando il criterio di “efficienza economica“, tarato su tutti i Paesi membri.
Il dettaglio:
- Il documento analizza le aree “Europa Centrale”, nella quale rientra l’Italia settentrionale, e la “Zona Nordica”.
- Sulla base delle possibili nuove BZ, i TSO hanno studiato quali configurazioni apporterebbero, o meno, benefici al mercato, agli operatori e ai cittadini, con un mercato elettrico più concorrenziale e prezzi stabili;
- L’anno considerato è il 2025, in attesa di una configurazione definitiva nei prossimi anni, che possa apportare valore ai Paesi membri. Lo studio è disponibile online sul portale Entso – e, con possibilità di fornire feedback.
Macrozone e possibili nuove bidding zones Europa Centrale (immagini di Entso – e): (se possibile inserire le immagini, altrimenti eliminarle)


Principali evidenze, risultati e prossimi passi:
I TSO hanno prodotto risultati articolati, sulla base delle proposte.
- Per l’Europa Centrale, alcune configurazioni porterebbero benefici a Paesi come Germania e Olanda, nell’ipotesi di split in 5 zone dell’area tedesca-lussemburghese;
- Più altalenante la situazione relativa ad Italia e Francia, per le quali non risulterebbe ad ora evidente una maggiore efficienza economica; il nostro paese vedrebbe il nord legato all’Europa Centrale, e il Sud inserito nella macro-zona “Italia Centro Meridionale”;
- Si evidenzia come i fattori considerati non tengano conto di aspetti come le specificità regolatorie e finanziarie locali; i Paesi dovrebbero essere consultati per interpretare la riforma, che potrebbe vedere la luce nei prossimi 2 o 3 anni.